Partiamo per un secondo dal formato: a differenza di "Cani Sciolti" di cui ho parlato nel precedente post, qui le 68 pagine non penalizzano la narrazione. La storia arriva a concludersi con un giusto cliffhanger e non trovo che ci siano momenti raccontati in maniera troppo sbrigativa. Sicuramente una nota di merito a Mauro Boselli che trova il giusto supporto nei disegni di Roberto De Angelis, ricchi di particolari e sicuramente adatti ad una collana dal gusto classico ma che vuole esplorare una narrazione meno "legata" alla classicità ovvia e dovuta della serie regolare.
Non ci sono soluzioni stilistiche che scappino da una gabbia bonelliana canonica e ovviamente questo come detto era obbligato raccontando di Tex e cercando di coinvolgere nella lettura in primis gli appassionati del personaggio. Immagino che le splash pages e delle tavole più di rottura non siano nelle corde (o nelle necessità) di un lettore scafato della saga del ranger, quindi ci sta che sia così. Mi aspetto tuttavia che con l'avanzare delle storie si esca un po' dai canoni dell'eroe infallibile non solo nella mira, che si cerchi anche di ampliare l'impianto narrativo esplorando anche dei lati meno ovvi dei protagonisti. Se vogliamo essere pignoli, ritrovare un Tex esattamente uguale a quello raccontato nei numeri attualmente in edicola nella serie regolare non fosse per l'età sarebbe un po' riduttivo e in parte una occasione sprecata.
Si tratta di un dettaglio e magari di una eccessiva aspettativa da parte mia quando nelle presentazioni si è parlato delle storie del "periodo fuorilegge" di Tex.
L'albo è decisamente riuscito, piacevole da leggere e sicuramente questo Tex Willer si aggiungerà alle altre serie Bonelli che seguo regolarmente.
Voto: 4/5
Frase da ricordare: "Peste!"
(scusate la banalità ma non poteva essere altrimenti :)
Questo assieme a Cani Sciolti non mi attira per nulla :D Non so perché, magari alla fine li prenderò...ma ho già fatto sù tante serie nei mesi scorsi
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