Cerca nel blog

giovedì 20 febbraio 2020

Attica - di Giacomo Bevilacqua (MIDSEASON)

Attica. Ovvero di quando le preview ti fanno passare la voglia di leggere prodotti che invece sono validi e divertenti. Accendiamo la nostra DeLorean e andiamo per un attimo indietro nel tempo e vediamo un po' le dinamiche che si sono succedute prima della lettura dei primi tre numeri (il quarto esce tra qualche giorno) di questo nuovo fumetto dell'autore di "A panda piace" e sopratutto del (per me) bellissimo "Il suono del mondo a memoria". Serie inizialmente presentata a Lucca 2017, mi aveva incuriosito, non lo nego. Anche gli artwork trapelati successivamente, a memoria tutti riguardanti quello che poi sarebbe stato Foxtail, mi ispiravano non poco.

Poi è arrivato il FCBD [aka: Free Comics Book Day] del 2018, dove è stato distribuito il numero 0 in formato "bonellide" [n.d.a.: forse era formato audace...come avete forse letto ho spostato molti fumetti in garage e non ho modo di controllare] che ha continuato a stuzzicarmi ma non mi ha dato quella scossa che mi auguravo. Come sapete, io tendenzialmente non leggo Manga a causa della lettura alla orientale che proprio non mi piace, e quello che ho visto, per quanto la pubblicazione preveda il normale orientamento delle tavole non era nelle mie corde. Si arriva quindi a Lucca 2019, dove già nel pre-fiera il buon Attica veniva presentato come un "euromanga". Inutile dire che a fronte di una categorizzazione così netta mi è scesa la catena. Scendiamo dalla DeLorean e arriviamo al palaBonelli. Mi sono detto: "Sai che c'è: se non leggi un fumetto solo perchè ti urta che qualcuno l'abbia già inquadrato in un genere sei un cojone". In 2 secondi (forse erano 3) mi sono autoconvinto della cosa e l'ho preso. E ho fatto bene.
Partiamo dal formato: è un Tankobon a tutti gli effetti. Quindi si, un euromanga.
Continuiamo con le tematiche: c'è un gruppo di rEgazzini che si incontra mano a mano che procede la trama, se non fosse pubblicato in bianco e nero probabilmente ognuno di loro sarebbe associato ad un colore, nel più classico del teamworking Jappofuettistico e non solo. Quindi si, un euromanga.
La trama: si parla di un viaggio, di una crescita della consapevolezza nei proprio poteri da parte dei protagonisti. Che non si conoscono all'inizio (o forse sì, non spoilero) e poi invece (appunto..no spoiler). Quindi, un cazzo. Non è detto che sia per forza un euromanga.
Dai, senza che vi faccio tutta la scenetta: Giacomo si diverte e gode come un riccio a farci conoscere tutto quello che è stato il suo percorso di crescita in termini di passioni e godimenti nerd. Quindi ritroviamo in Attica tutta una serie di richiami più o meno palesi ad un immaginario che è quello di chi è cresciuto a pane (o plumcake come l'altro amico suo che a noi piace una cifra), cartoni giapponesi prima e fumetti giapponesi poi.
La sinossi, che potreste tranquillamente andare a leggervi sui sito ufficiale di Sergio Bonelli Editore parla della città del titolo, con tutti gli ovvi riferimenti ai mali della globalizzazione che essa rappresenta e alla squadra di cui vi ho parlato. Cinque ragazzi (non tutti ragazzi in effetti) all'apparenza male assortiti che tra magia, riferimenti alle serie/dinamiche Tokusatsu e i disegni (ottimi) dell'autore vi accompagneranno in questa avventura.
Siamo a quello che nelle serie TV è il "Midseason", 3 volumi usciti su 6, e la trama che almeno per la parte "di struttura" che precederà gli accadimenti finali si sta delineando.
Mi sta piacendo, decisamente. Godibili i riferimenti, divertenti gli spunti comici immancabili in un Manga (si, l'ho detto) di questo tipo e sopratutto ben caratterizzati personaggi principali e villains del caso.
Se vi piacciono i Manga, dateci un occhiata. Se vi piacciono i fumetti di Avventura, pure.
Vi invito a tenere d'occhio anche la challenge lanciata dall'autore sui social per riproporre in uno stile diverso i protagonisti del racconto. I più meritevoli stanno ricevendo pubblicazione sulle pagine finali di ogni volume.
L'hashtag da cercare è #Atticachallenge .

Ah, giusto per fare i precisini, cito in toto Wikipedia:
Manga (漫画? ascolta[?·info]) è un termine giapponese che indica i fumetti di piccolo formato caratterizzati da forti contrasti passionali tra i personaggi.[1] In Giappone il termine indica tutti i fumetti, indipendentemente dal target, dalle tematiche e dalla nazionalità di origine. Il fumetto giapponese include opere in una grande varietà di generi, come avventuraromanticostoricocommediafantascienzafantasygiallohorror ed erotico.
A partire dagli anni cinquanta il manga è diventato uno dei settori principali nell'industria editoriale giapponese,[2][3] con un mercato di 406 miliardi di yen nel 2007 e 420 miliardi nel 2009.[4] Benché nata in Giappone, questa forma di intrattenimento è stata esportata e tradotta in tutto il mondo,[5] con una platea internazionale molto nutrita.[6][7] In Europa e in Medio Oriente il volume di mercato si attesta sui 250 milioni di dollari,[8] mentre in Nord America nel 2008 era stimato sui 175 milioni. Sono principalmente stampati in bianco e nero, ma non mancano pubblicazioni totalmente a colori[9] meno frequenti di quelle in bianco e nero per via dei costi realizzativi più alti che richiede la colorazione.
In Giappone sono tipicamente serializzate su riviste dedicate, contenenti più storie, ognuna delle quali viene presentata con un singolo capitolo per poi essere ripresa nel numero successivo. Se una serie ha successo, i capitoli possono essere raccolti e ristampati in volumi detti tankōbon[5] e la serie può ricevere un adattamento animato dopo o anche durante la sua pubblicazione.[10] Gli autori di manga, mangaka, lavorano tradizionalmente con assistenti nei loro studi e sono associati con un editore per la pubblicazione delle loro opere.[2]

1 commento:

  1. Come sai anche a me sta piacendo molto, è proprio un bel minestrone di quello che piace a Giacomo, veramente geniali le citazioni

    RispondiElimina